Gualtiero Nativi

Nativi

Bozzetto costruzione , 1948, tempera su carta faesite, cm 27×20

Nativi

Figura seduta, 1947, olio su carta intelata, cm 46,5 x 32

Nativi

Forme nello spazio, 1948, olio su carta intelata, cm 23,5 x 33

Nativi

titolo da un punto , 1953, olio su cartoncino intelato, cm 69 x 46

Gualtiero Nativi (Pistoia, 1921 – Siena, 1999) è stato un pittore italiano, tra i fondatori dell’ astrattismo classico fiorentino.
Ha partecipato ai movimenti dell’avanguardia del dopoguerra: nel 1945 ha fondato insieme a Bruno Brunetti, Fernando Farulli e al poeta Alberto Caverni, il giornale culturale rivoluzionario Torrente. In quel periodo lo stesso gruppo che si era raccolto attorno alla rivista ”Torrente”; diede l’avvio al movimento innovatore Arte d’Oggi di cui Gualtiero Nativi fu uno dei protagonisti, di quel periodo è la rivista omonima (1947). Nel 1950 firma, con Vinicio Berti, Bruno Brunetti (pittore), Alvaro Monnini, e Mario Nuti, il Manifesto dell’Astrattismo classico(1950) che da avvio al movimento omonimo. Il gruppo dell’ astrattismo classico fiorentino, legato al gruppo di arte d’Oggi, anche se di breve durata, ebbe come il contemporaneo romano Gruppo Forma 1, una grande impatto nella cultura del periodo, il movimento si dichiarava espressamente di ideologia marxista. Il classicismo classico fiorentino propose allora ”un purismo geometrico rigoroso, da contrapporre a certi esiti lirici dell’astrazione”. Dopo lo scioglimento del gruppo dell’Astrattismo Classico, Nativi divenne nel 1953 membro del Gruppo Espace di Parigi. L’opera di Gualtiero Nativi da una pittura astratta che ha la sua forza nel ritmo, nella dinamicità e originalità delle opere degli anni 40 e 50 tende nei decenni successivi a definire sempre più un rigore compositivo, che caratterizzava l’astrattismo classico fiorentino, estremizzato e allusivo. Enrico Crispolti ha rilevato nell’opera di Gualtiero Nativi “la ricerca di estrema contentezza nella costruzione dei rapporti, degli equilibri, delle forme e degli elementi negli spazi. Una volontà e
capacità estrema di controllo che nella prefazione delle connessioni delle forme e delle valenze cromatiche esprime un rigore di razionalità una concentrazione, una moralità che esce dai confini dell’opera”. Gualtiero Nativi ha vinto numerosi premi tra cui nel 1950 Premio del Golfo a La Spezia, nel 1957 il
premio città di Pontedera, nel 1960 il Premio Acquisto dell’ente provinciale del turismo di Ancona al Premio Marche. Gualtiero Nativi muore a Siena nel 1999. Dopo la sua morte l’opera di archiviazione delle sue opere viene gestita dal figlio Berto e dalla Galleria Nozzoli di Empoli, che cura la pubblicazione del Catalogo Generale.