Vinicio Berti

1973, tempera su carta intelata, cm 50 x 70

1975, idropittura su tela, cm 80 x 80

Racconto nell’utopia, 1973,  idropittura su tela Morgan, cm 100 x 70

Oggetto nuovo e costruttivo, 1976, idropittura su tela Morgan, cm 40 x 30

Geometria volumetrica, 1972, idropittura su tela Morgan, cm 100 x 70

1973, tempera su carta intelata, cm 50 x 70

1973, Tempera su carta intelata, cm 50 x 70

Vinicio Berti (Firenze, 11 giugno 1921 – Firenze, 1991) è stato un pittore, illustratore ed autore di fumetti italiano. Tra i fondatori dell’Astrattismo classico fiorentino fu una delle personalità artistiche più significative del dopoguerra.

Ha seguito studi di tipo tecnico-industriale ed artistici. Dal 1942 esordisce con opere di carattere realista-espressionista, iniziando così la sua partecipazione al movimento di rinnovamento dell’arte contemporanea italiana. Nel 1945 fonda insieme al pittore Bruno Brunetti, Fernando Farulli, Gualtiero Nativi e al poeta Alberto Caverni, il giornale culturale rivoluzionario Torrente, ed è tra i protagonisti del movimento innovatore Arte d’Oggi, legato alla rivista omonima. Alla pittura astratta approda nel 1947, dopo una fase di rilettura del cubismo e del futurismo (1945 – 1947). I punti di riferimento in questi anni a Firenze sono la Galleria d’Arte contemporanea sul Lungarno delle Grazie e la Galleria Numero di Fiamma Vigo. Con Bruno Brunetti (pittore), Alvaro Monnini, Gualtiero Nativi e Mario Nuti fonda il movimento Astrattismo classico e ne sottoscrive nel 1950, a conclusione dell’esperienza, il Manifesto redatto da Ermanno Migliorini. Tra il 1951 e il 1956 esegue una serie di lavori definita da lui stesso Espansione dell’astrattismo classico. Agli anni sessanta appartengono lavori maggiormente grafici, più vicini all’informale. Nel 1963 riceve a Firenze il premio Il Fiorino; negli anni settanta e ottanta il lavoro di Vinicio Berti prosegue con eguale impegno e spessore qualitativo.

Parallelamente alla sua attività di pittore svolse costantemente l’attività di illustratore e fumettista in pubblicazioni per ragazzi. Il suo esordio in questo campo avviene nel 1947 con una sua versione di “Pinocchio”. Nei decenni successivi illustrerà le storie di personaggi come ‘Gian Burrasca’, ‘Ciondolino’, ‘Chiodino’ e ‘Atomino’ per le riviste Pioniere, Il Pioniere dell’Unità e Pioniere Noi Donne.

Nel 2017 è stato riorganizzato e ricostituito, su iniziativa di alcuni studiosi del settore, l’archivio dedicato all’artista, denominato Centro Studi Arte – Archivio Vinicio Berti, con l’apertura recente del sito www.archiviovinicioberti.it con la consulenza scientifica onorifica di Claudio Crescentini che per anni è stato Direttore artistico dell’ “Archivio pittorico Vinicio Berti” di Firenze dal 1993 al 2001, periodo in cui ha redatto numerosi saggi sull’artista, curato mostre antologiche a questi dedicate. Il “rinnovato” Archivio non possiede opere ma è esclusivo luogo di studio e di ricerca, il cui patrimonio consiste nella raccolta e catalogazione della documentazione relativa alle opere dell’artista. Tali studi e archiviazioni sono finalizzati, oltre che alla formazione dell’Archivio stesso, anche alla redazione del primo Catalogo Generale.

Il dott. Claudio Crescentini, per volontà degli eredi di Vinicio Berti, è l’unica persona con diritto d’attribuzione della paternità delle opere dell’artista.